RITORNO AL TRATTURO
di Francesco Cordio.
UN DOC FRUTTO DI FORZE DIVERSE CHE PUNTA I RIFLETTORI SUI LUOGHI SPERDUTI
PROSSIMAMENTE

Ci sono zone dell’Italia che hanno subìto un progressivo isolamento: sono quelle aree interne che negli ultimi cento anni hanno perso il 75% della popolazione, dove mancano scuole, ospedali, farmacie, uffici postali, distributori di gasolio, connessioni web, e a volte non arrivano neppure l’acqua e la corrente elettrica, nonostante la presenza massiccia di pale eoliche nei campi circostanti. Eppure quelle aree costituiscono il 60% del nostro territorio nazionale e sono ancora (dis)abitate da 13 milioni di persone, ovvero un quarto della popolazione italiana.

È da questa considerazione che prende le mosse il documentario Ritorno al tratturo, nato da un’idea di Filippo Tantillo, uno dei massimi esperti di aree interne in Italia, di Elio Germano, che appare spesso e volentieri nel documentario, e del regista Francesco Cordio, coautore della sceneggiatura insieme a Tantillo, Germano e Gemma Barbieri, che è anche montatrice, in una collaborazione artistica che, come la storia che racconta, non spreca nulla e ottimizza le risorse in uno sforzo collettivo e solidale.

Siamo in Molise, un “territorio di media montagna al margine dei margini, caratterizzato da un forte fenomeno di spopolamento negli ultimi 40 anni”, attraverso luoghi sperduti “dove non c’è niente” ma dove, “nel silenzio dei margini sta nascendo un mondo nuovo”.

È un mondo di persone che, dopo aver ottenuto un’istruzione superiore e abitato in centri urbani più serviti e popolosi, sono tornate per realizzare un sogno, anche in conseguenza della nuova disoccupazione e povertà diffuse nel nostro Paese. C’è l’architetto che coltiva farro in pochi ettari di terreno e l’ingegnere diventato viticoltore; c’è l’imprenditrice di un’azienda agricola dove crescono amarene, cicoria e zucca luffa; e c’è Valerio, che alleva capre con rabbia e ostinazione. La rabbia è dovuta all’assenza delle istituzioni nei confronti di chi prova a ritornare alle origini e a produrre latte come facevano gli antichi, sfuggendo a quel mondo economico che favorisce l’approccio industriale.

Anche Elio Germano, ormai diventato una sorta di “ambasciatore del Molise nel mondo”, si indigna davanti alla latitanza dello Stato in quelle aree “invisibili alla politica” e alla presenza soffocante di una burocrazia che fa da filtro (e da ostacolo) ai fondi pubblici destinati all’agricoltura che “non arrivano dove serve”. Servono invece “reti di scambio, mutualismo, resistenza, nuove comunità”, dice il documentario, che mostra l’operosità del trio di giovani che ha aperto una libreria in un’epoca in cui nessuno legge più sulla carta, della ristoratrice che ha aperto il suo locale nella ex cascina del bisnonno, o della signora che continua a produrre formaggio artigianale.

Regia
Francesco Cordio.
Cast
Elio Germano, Filippo Tantillo
Genere
Documentario
Durata
56 - colore
Produzione
Italia (2026)
Distribuzione
Own Air